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Car sharing – Utenza ancora poco rispettosa dei mezzi

Sono passati sette anni da quando a Milano è partito il primo servizio di car sharing free floating: vero, in precedenza cerano state altre iniziative (station based, però), che a fortune alterne avevano avvicinato il pubblico allidea dellauto condivisa; tuttavia, nel 2013 la possibilità di prendere una vettura e lasciarla ovunque in un’area designata fu, nel suo piccolo, una grandissima novità. Da allora, alcuni operatori sono scomparsi, altri hanno unito le loro forze, altri ancora si sono affacciati sul mercato. E gli utenti? Sono diventati più maturi e rispettosi del mezzo in condivisione, oppure mostrano ancora una certa noncuranza che qualche volta si trasforma in vera e propria inciviltà?

Clienti poco scrupolosi. Per cercare di capirlo, abbiamo chiesto alle società di raccontarci se e come è cambiata la manutenzione dei loro mezzi nel corso di questi anni. Il dato che emerge è in chiaroscuro. Alcuni indicatori sembrano segnalare una maggiore disciplina degli utenti, altri il contrario. Per Ubeeqo, per esempio, non ci sono sostanziali miglioramenti: il grosso dei danni riguarda, ovviamente, la carrozzeria, ma si verificano anche rotture minori che, sebbene abbiano meno incidenza in termini di costo, sono comunque sempre ben presenti. La necessità di tenere sotto controllo i danni, inoltre, ha costretto Ubeeqo a sviluppare una nuova funzionalità dellapp che richiederà al cliente di fotografare lauto al termine del noleggio, per verificarne le condizioni. Insomma, una specie di controllo di buon utilizzo per evitare che alcuni facciano i furbi e tacciano su eventuali danneggiamenti. Dello stesso avviso è Enjoy che rivela come la causa principale di interventi di manutenzione sia proprio legata ai danni delle vetture, una piaga che la società delle auto rosse sta cercando di arginare mediante controlli più serrati sui mezzi, uno studio delle abitudini dei guidatori attraverso i dati delle black box e linasprimento delle penali. Come dire: sappiamo che alcuni clienti si comportano ancora male e ci cauteliamo. In casa ShareNow, invece, il dato curioso riguarda il grande aumento dellusura dei pneumatici che loperatore attribuisce alll’incremento dei noleggi, mentre in termini assoluti i paraurti anteriori e posteriori restano i pezzi maggiormente sostituiti sulle vetture in flotta. E non senza una certa dose di rammarico, loperatore delle Smart, BMW e Mini fa notare che la maggior parte dei danni viene rilevata dallazienda, mentre il numero di quelli segnalati dallutenza è decisamente inferiore. Che sia, questo, un segnale di incuria?

Atti vandalici in oscillazione. Chissà, magari chi usa una vettura elettrica è più attento, ma leggendo i dati di E-Vai (che appunto noleggia auto elettriche e ibride) sembrerebbe di no: tra il luglio 2018 e il luglio 2019, sono stati registrati solo sette sinistri Kasko dove è stato lutente a danneggiare la vettura senza coinvolgere altri automobilisti. Solo in quattro casi lincidente con altri veicoli è stato causato dalla negligenza del cliente. Da luglio 2019 a luglio 2020, invece, gli incidenti del primo tipo sono saliti a 13 e i sinistri con colpa a sei. In sette casi è stato necessario cambiare le gomme dopo un urto mentre le auto con l’abitacolo sporco, per trasporto di animali o cenere di sigaretta (peraltro vietati dal regolamento) oscillano tra il 5 e il 10% durante l’anno. Pochi gli atti vandalici. Secondo E-Vai, i numeri vanno letti anche in rapporto all’aumento dei noleggi e quindi il dato sarebbe in qualche modo fisiologico e non legato a uno scadimento della disciplina dellutenza.

Si chiude un occhio sul look. Insomma, stando agli operatori, non cè un vero e proprio segnale di consapevolezza e maggior rispetto verso i mezzi da parte dellutenza. Forse anche per questo, alcune società hanno iniziato a chiudere un occhio sullo stato delle vetture. Secondo alcune carrozzerie convenzionate con le aziende di car sharing, mentre allinizio le auto venivano ricoverate anche per danni molto piccoli, con linput di garantire sempre un aspetto curato, negli ultimi tempi si è assistito a un certo “rilassamento” dei parametri ed è stata data la priorità ai danni che effettivamente rendono il veicolo non idoneo al servizio. In altri termini, mentre prima piccole ammaccature o graffi venivano subito riparati in nome di una livrea impeccabile, oggi le imperfezioni vengono tollerate di più e non è raro vedere in giro mezzi del car sharing con qualche piccola bottarella. Una scelta in linea con quello che si va dicendo da tempo e cioè che allutente normale interessa più un abitacolo pulito e un servizio efficiente che una carrozzeria sempre impeccabile. Non vorremmo, però, che questo diventi un alibi per i clienti più superficiali, magari inclini ai parcheggi “col tocco”…

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