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Germania – Esce di strada usando lo schermo di una Tesla, patente sospesa: ” un dispositivo elettronico”

destinata a far discutere, a anche a far riflettere, la vicenda capitata a un automobilista tedesco, proprietario di una Tesla Model 3. L’uomo è finito fuori strada mentre tentava di regolare la velocità del tergicristallo attraverso il touchscreen dell’elettrica e, per questo, il Tribunale regionale di Karlsruhe gli ha sospeso patente per un mese e comminato una sanzione di 200 euro. I giudici hanno motivato la decisione con vari argomenti, sostenendo che lo schermo della Tesla, benché integrato all’auto, debba essere considerato un ”dispositivo elettronico” a tutti gli effetti: di conseguenza, l’utilizzo che ne ha fatto il guidatore tedesco va contro le normative vigenti in Germania. La vicenda, iniziata nel marzo 2019, riapre così il dibattito su quali funzioni sia opportuno o meno, al fine della sicurezza, integrare nei comandi digitali di una vettura a discapito di quelli fisici.

Come funziona in Germania. In questo specifico caso, la legge tedesca prevede che i dispositivi elettronici possano essere utilizzati alla guida solamente in determinate condizioni, che non pregiudichino la sicurezza degli occupanti e degli altri utenti della strada. Per esempio, questi non devono costringere l’automobilista a distogliere lo sguardo dalla strada troppo a lungo: la Model 3 ha un comando sull’astina sinistra integrata al piantone che permette di azionare una volta sola il tergicristalli premendo e rilasciando l’apposito tasto, ma per impostarne il funzionamento continuo bisogna passare per un sottomenu del touchscreen. A dire il vero, la vettura consente di controllare varie funzioni con i comandi vocali e, da manuale d’uso, risulta possibile impartirle l’ordine ”Aumenta la velocità del tergicristalli. Nella circostanza, il proprietario della Tesla sembrerebbe non averne fatto ricorso, optando invece per i comandi digitali.

Digital sì, ma quanto? L’uomo ha obiettato che il touchscreen dell’elettrica non possa essere definito un dispositivo elettronico bensì un pannello di sicurezza, dal momento che integra strumenti come il tachimetro. Il Tribunale, però, non gli ha dato ragione. E se questa dovesse essere la sentenza definitiva, c’è il rischio che possa influenzare la giurisprudenza in materia. Di sicuro farà discutere, come già succede, su quali funzionalità di un’auto debbano essere incluse nella sfera digitale e quali mantenute in quella analogica. Da tempo, infatti, si registra una tendenza da parte delle Case che la Tesla ha effettivamente portato all’estremo nel semplificare sempre di più gli interni delle vetture, specialmente le elettriche, riducendo al minimo i comandi fisici per puntare su monitor touch omnicomprensivi: in questo modo ne guadagna la pulizia stilistica degli interni, ma l’interazione non sempre risulta intuitiva. Con il conseguente rischio di distrarsi alla guida, per non parlare dell’impossibilità di accedervi nel caso in cui il software del pannello dovesse bloccarsi.

Comandi vocali da sviluppare. La ricerca del design non dovrebbe minare la sicurezza, e l’esempio del tergicristalli ma si potrebbe citare anche il volume della radio, o il clima – risulta emblematico: mantenerne la regolazione integrata al piantone dello sterzo farebbe tanta differenza? Come terza via si profila il riconoscimento vocale, sempre più sofisticato su alcune auto prevalentemente di fascia alta di nuova generazione. Tuttavia sono ancora necessari progressi prima di ottenere l’immediatezza data dai comandi tradizionali.

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