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Vendite elettriche – Più Ev che endotermiche nel 2030? In Cina e negli Usa, ma in Europa non sfonderanno

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Se a Bruxelles qualcuno pensa di poter eliminare dal mercato i veicoli endotermici con un semplice tratto di penna, si sbaglia di grosso. L’avvertimento arriva direttamente dal mondo delle quattro ruote o meglio da un sondaggio condotto dalla società di consulenza Kpmg intervistando 1.118 manager del settore automobilistico e di altri comparti attigui (il 24% lavora per i costruttori, il 13% per fornitori di primo livello e 372 ricoprono l’incarico di amministratore delegato). In sostanza, nel 2030 i veicoli elettrici arriveranno a rappresentare poco più del 50% delle vendite di auto nuove negli Stati Uniti e in Cina, mentre in Europa occidentale la percentuale sarà inferiore, seppur di poco. I veicoli con motori a combustione, compresi gli ibridi, continueranno pertanto ad avere nei prossimi anni una quota significativa della maggior parte dei principali mercati automobilistici mondiali.

I dati. In dettaglio, il sondaggio delinea un quadro in cui, sempre entro il 2030, le vendite di auto a batteria raggiungeranno il 52% del totale in Giappone, Cina e Stati Uniti, il 49% in Europa occidentale, il 41% in Brasile e il 39% in India. A ogni modo, è bene precisare che si tratta di valori medi. Infatti, lo scostamento tra le previsioni minime e massime è estremamente ampio: l’intervallo delle stime va da poco meno del 20% a oltre l’80% per quasi tutti i mercati oggetto dell’indagine e in particolare per la Cina, nota da anni per i suoi massicci programmi di sostegno alle elettriche. A tal proposito, sorprende un ulteriore risultato del sondaggio. Il 77% dei dirigenti intervistati ritiene che una pervasiva adozione della mobilità elettrica non sia legata tanto alla presenza di incentivi pubblici quanto alla parità di costo con i veicoli endotermici, che per il 73% sarà raggiunta entro il 2030. Tuttavia, il 91% sostiene l’importanza delle agevolazioni statali per promuovere le elettriche, ma con alcuni limiti ben precisi: infatti, per il 68% le auto con prezzi superiori ai 50 mila dollari (44 mila euro) non dovrebbero ricevere alcun sussidio. Di sicuro, l’adozione della mobilità elettrica dipenderà in parte dagli investimenti sulle infrastrutture di ricarica. In tal senso, c’è un ampio consenso sulla necessità di aumentare la consistenza delle colonnine fast: il 77% indica in meno di 30 minuti il tempo di ricarica ideale affinché i consumatori scelgano l’elettrico per un loro viaggio.

 

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