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Byd – Allo studio impianti produttivi in Europa e negli Stati Uniti

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La Byd, azienda di Shenzhen tra i principali protagonisti dell’avanzata cinese in Europa, ha in programma di ampliare la propria rete produttiva internazionale con impianti di assemblaggio di veicoli elettrici nel Vecchio continente e di batterie negli Stati Uniti. “Verificheremo la possibilità di costruire fabbriche in Europa in base ai nostri progressi commerciali”, ha affermato la Casa automobilistica al South China Morning Post, mentre all’agenzia Bloomberg il vice presidente Stella Li ha rivelato la possibilità di aprire uno o due stabilimenti.

I programmi. Per ora non ci sono dettagli precisi sulle strategie di espansione di un conglomerato che sta beneficiando di una forte crescita delle vendite di elettriche e ibride in Cina, come dimostrato dal recente sorpasso sulla Volkswagen e la Toyota. Dunque, non si sa nulla sulle tempistiche per la realizzazione dei siti o sulla loro localizzazione. Del resto, lo sbarco in Europa della Byd è appena iniziato, quantomeno sul fronte delle auto elettriche (nel campo degli autobus la sua presenza è già consolidata in vari mercati) e l’azienda, che da tempo vede tra i suoi maggiori azionisti la Berkshire Hathaway del finanziere americano Warren Buffett (quest’ultimo ha il 16% circa del capitale), deve ancora costruirsi un’immagine e una reputazione tra i consumatori europei. Di certo, può contare su una forza industriale sempre più consistente e sul sostegno di Pechino: la strategia Made in China 2025″, per esempio, prevede che i due principali produttori di veicoli elettrici nazionali generino il 10% delle loro vendite sui mercati esteri entro tre anni. Non si sa quali siano le società interessate, ma Byd è considerata tra i principali candidati alla luce dei tassi di crescita degli ultimi mesi e dei progetti di espansione anche in campi non direttamente collegati alle attività prettamente automobilistiche.

L’espansione. Byd, fondata dal miliardario cinese Wang Chuanfu nel 1995 come produttore di batterie e attiva dal 2023 nella produzione di veicoli sia leggeri che pesanti, ha il suo principale mercato in Cina, ma di recente è entrata anche in India, Thailandia, Brasile o Australia e ha avviato in Norvegia il proprio sbarco in Europa. Come detto, l’azienda sta valutando di realizzare anche una fabbrica di batterie negli Stati Uniti per sfruttare i benefici del controverso piano di incentivi varato dall’amministrazione Biden con l’Inflation Reduction Act. Non è, invece, previsto l’ingresso sul mercato automobilistico, quantomeno nell’immediato. “Attualmente non abbiamo in programma di vendere negli Stati Uniti perché abbiamo bisogno di una migliore comprensione di quali saranno i prossimi passi da compiere”, ha spiegato Stella Li. “Continueremo a investire negli scuolabus elettrici e anche nei componenti delle batterie, ma per le auto non abbiamo ancora preso una decisione”. Byd è anche in trattative per entrare nel comparto minerario cileno e ottenere i permessi per la raffinazione di litio e sta valutando investimenti in numerose miniere in Africa.

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