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In mostra a Milano – I talenti italiani che hanno fatto grande la BMW

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C’è un pezzo d’Italia nella storia della BMW e dei suoi successi. Una storia che vede tra i protagonisti designer, piloti, creativi e manager del nostro Paese che hanno contribuito a scrivere numerosi capitoli della saga della Casa dell’elica. The Italians’ Touch vuole rendere omaggio a questi talenti attraverso una raccolta di immagini e oggetti ospitati nelle sale della House of BMW, lo spazio dedicato al marchio di via Verri 10, a Milano.

Maestri di stile. L’influenza del design made in Italy arriva a Monaco già negli anni 30, attraverso la collaborazione con la Carrozzeria Touring Superleggera, che dà vita alla sportiva 328. Il legame resterà saldo anche negli anni successivi, tanto che ancora oggi le versioni station wagon portano il nome dell’atelier milanese. A partire dagli anni 50, poi, è Giovanni Michelotti a contribuire alla rinascita della BMW con la 700 prima e la 1500 poi. Nel 1961, un giovanissimo Giorgetto Giugiaro realizza per Bertone la 3200 CS, lussuosa coupé dalle linee moderne e filanti che influenzerà lo stile dei modelli successivi. Sempre Giugiaro plasmerà le forme della M1, dando il via alla storia delle versioni sportive M, mentre suo figlio Fabrizio all’inizio degli anni 90 realizzerà le avveniristiche concept Nazca. Ma sono numerosi i maestri italiani dello stile che hanno incrociato il loro percorso con quello della BMW, da Marcello Gandini, con il prototipo Garmisch, a Renzo Rivolta, che creò l’Isetta, progetto geniale ceduto nel 1956 a Monaco, fino a Pietro Frua, altro grande del design che nel 1969 firmò la 2800 GTS.

Glorie del motorsport. La BMW ha legato molta della sua storia e della passione che suscita nei suoi fan boy ai successi sportivi. E anche in questo ambito il contributo italiano è stato grande. Tra i protagonisti celebrati da The Italians’ Touch ci sono Roberto Ravaglia, campione del mondo Turismo nel 1987 con la M3 e vincitore di due titoli europei e tre italiani, Pierluigi Martini, vincitore della 24 Ore di Le Mans nel 1999 con la V12 LMR, e Riccardo Patrese, che ha corso e vinto in F.1 con la Brabham BMW. E come non ricordare le vittorie del grande Alex Zanardi nei campionati GT al rientro nelle corse dopo l’incidente in Formula Indy.

I creativi, i manager e i luoghi. Il racconto per immagini continua attraverso i creativi che hanno firmato spot celebri, come quello della Serie 5 del 2007 dal titolo Nessuno è perfetto realizzato da Gianpietro Vigorelli per la regia di Federico Brugia, e prosegue con Sandro Chia, che con i suoi colori ha decorato una 325i Coupé che fa parte della collezione delle art car di Monaco, e Renzo Vitale, compositore e autore del sound design delle elettriche dell’Elica. Ma c’è spazio anche per i manager (tra questi, Milena Pighi, a capo della Responsabilità sociale del gruppo) e i luoghi italiani che sono dei punti saldi per la BMW, come Villa d’Este, sede del Concorso d’Eleganza di cui la Casa è co-organizzatore dal 2005, e la Scala di Milano, che vede il marchio dell’Elica tra i propri partner. Questo vuole essere un omaggio alla fantasia, alla creatività, alla determinazione, alla passione e alle qualità italiane che hanno aiutato, e continuano ad aiutare BMW a essere un’azienda globale costantemente proiettata al futuro, ha spiegato all’inaugurazione Massimiliano Di Silvestre, presidente e ad di BMW Italia. L’esposizione, con ingresso gratuito, sarà visitabile fino al 2 gennaio 2023.

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