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La Lancia si prepara a un punto di svolta: dal 2024, quando tornerà nel resto d’Europa, arriverà una novità ogni due anni, per rimpinguare una gamma ormai rappresentata dalla sola Ypsilon. Gli appassionati fremono, perché quello che amano, in fondo, non è un marchio come tutti gli altri: da modelli lussuosi e aristocratici ad alcune leggende del motorsport, sono tante le icone rimaste nel loro cuore. Ecco perché c’è grande attesa sui futuri modelli della Casa di Torino, sempre che i progetti in calendario non vengano cancellati. In fondo, ogni grande marchio ha rinunciato a produrre delle vetture che sembravano destinate ad arrivare negli showroom. Lo ha fatto in passato la Fiat, ma anche la stessa Lancia, come potete constatare scoprendo i cinque esempi raccolti nella nostra galleria d’immagini.

La nuova Toyota GR86, erede della GT86, offre agli appassionati quello di cui hanno bisogno: la trazione posteriore, il cambio manuale a 6 marce e la linea seducente di una piccola coupé. Una mosca bianca nei listini attuali, a un prezzo niente male: 34.250 euro. Non è un’edizione limitata, ma la produzione cesserà tra soli due anni. E per questo sta già andando a ruba.

Antistress che funziona. Seduta bassa, volante verticale, leva del cambio piccola e a portata di mano. E non mancano anche altri ingredienti della ricetta che ha decretato il successo della GT86, come il peso di poco superiore ai 1.200 chili e il motore boxer quattro cilindri che, anche stavolta, non è stato drogato dal turbocompressore. Se cercate un antistress che funzioni davvero, fateci un pensiero. Anche se, per dovere di cronaca, sappiate che nelle prime 48 ore dall’apertura degli ordini in Italia sono stati prenotati circa 300 esemplari, ovvero la [...]

A partire dal 2023, la Mercedes-Benz dirà completamente addio al cambio manuale. La notizia, anticipata lo scorso mercoledì dalla Stuttgarter Zeitung e ripresa in sequenza dall’agenzia tedesca Dpa e dal magazine di informazione industriale Automobilwoche, è di quelle che fanno discutere. Ma d’altra parte va anche letta nella giusta prospettiva: quella di un lungo processo che ha portato fino a questo punto. E che non interesserà certo il solo costruttore di Stoccarda.

Via anche dalle compatte. Già oggi, nella gamma della Stella, il cambio manuale è disponibile soltanto su tre modelli: Classe A, Classe B e CLA, tutti afferenti alla famiglia delle compatte. Sul resto dell’offerta, l’automatico impera incontrastato. E presto sarà così anche nella categoria che costituisce il gradino d’ingresso ai listini: lo ha confermato un portavoce della Casa alla stessa Dpa, specificando che la scomparsa dei manuali avverrà in occasione del ricambio generazionale dei modelli in questione.

In parallelo con l’elettrificazione. La transizione, [...]

La Ferrari detta il passo a Monte Carlo: anche nella seconda sessione di prove libere del GP di Monaco il più veloce è stato Charles Leclerc. Il monegasco ha fermato il cronometro sull’1:12.566, precedendo il suo compagno di squadra di appena 44 millesimi di secondo. Le Red Bull inseguono un po’ più distanti, con Perez terzo davanti a Verstappen, staccati di quattro decimi.

La Rossa sembra favorita. La qualifica di domani sarà cruciale e non è un caso che in questa seconda sessione di prove i team si siano concentrati proprio sulle simulazioni di giri singoli, attività in cui le due F1-75 del Cavallino Rampante sono risultate le più rapide. Chi ha sofferto di più tra i top team è proprio Max Verstappen, alle prese con una RB18 ancora non perfettamente allineata alle esigenze del campione del mondo in carica. Lando Norris si è confermato essere il primo degli inseguitori portando la sua McLaren al [...]

Le auto sportive le scegliamo per le emozioni, per le prestazioni che sono in grado di trasmetterci. Anche per le capacità dimostrate al cronometro, se si tratta di vetture utilizzabili nei track day. Ma, nel caso delle convertibili con tettuccio o capote ad azionamento elettrico, il gioco contro il tempo si può fare anche in un altro modo: si può andare a vedere, infatti, chi è la più rapida a scoprirsi (il dato è quello dichiarato dalla Casa). Lo spunto ce lo offre la nuovissima Maserati MC20 Cielo, che impiega appena 12 secondi a ripiegare dietro il pilota e il passeggero il tetto di vetro elettrocromatico. Eppure, non è la più veloce. Andate a verificarlo nella nostra gallery, dove troverete le convertibili più rapide (alcune a pari merito), non sempre dirette concorrenti della supercar del Tridente.

Per vedere una M5 sulla base della Serie 5 E28 bisogna aspettare il 1984, quando debutta con 286 CV e si pone un gradino sopra alla M535i (foto sopra). Con la generazione E34, la M5 si sdoppia: prima 3.5, poi 3.8. La successiva E39 vede comparire dentro il cofano un V8 aspirato di 4.9 litri, il quale lascia poi spazio, sulla E60, al V10. Da allora, fino a oggi, la M5 è passata al V8 biturbo.
Tolta la M1 del 1979, la vera saga delle BMW sportive inizia da qui: la prima M3 del 1985, con spalle larghe e un 4 cilindri 2.3 derivato da quello della monoposto di Formula 2. Eccola impegnata nella prova di Quattroruote del febbraio 1987
Una vera e propria M6, all’inizio, non c’era. Tutto comincia con la M635 CSi del 1984 (nella foto sopra, durante la prova di Quattroruote del settembre 1984), sebbene negli Usa fosse venduta proprio con il badge M6. Per vederne una con tutti i crismi, occorre aspettare il 2005, con la serie E63 disegnata da Chris Bangle. Qui l’artiglieria era forte: dieci cilindri aspirato da oltre 500 cavalli. Dalla serie successiva, la F12, la M6 passa invece al turbo, con doppia sovralimentazione per il V8 di 4.4 litri. Questa generazione è l’unica che viene proposta con tre carrozzerie: coupé, cabrio e quattro porte.
La lettera M, sulla piccola Coupé basata sulla Serie 1, debutta nel 2012 con la 1M (nella foto sopra, prova di Quattroruote del giugno 2011), che per pudore nei confronti della mamma di tutte le sportive bavaresi non è chiamata M1. Quando poi la versione a due porte assume la denominazione di Serie 2, comincia la saga delle M2 (nel 2015), declinata in varie varianti, dalla Competition alla CS. Compresa una da corsa attualmente impegnata nel monomarca.

Momento topico, per la BMW, l’inizio degli anni 70. Un nuovo, giovane board vuole dare impulso al crescente successo dell’azienda, ultimando la costruzione della nuova sede il famoso “Quattro cilindri” e creando una divisione sportiva interna. In effetti, le corse Turismo, con le 1800 e 2000 TI, stanno dando soddisfazioni all’Elica, ma il business, perlopiù, resta nelle mani dei preparatori esterni. Per questa sfida viene creata, il 24 maggio 1972, la BMW Motorsport GmbH, con amministratore delegato Jochen Neerpasch.

Il team lavora in Preussenstrasse (poi, nel 1986, si trasferisce a Garching) e nel 1973 porta in gara la 3.0 CSL, con tre strisce colorate in blu, viola e rosso, che diventano il simbolo delle M.

Nella seconda metà degli anni 70, ci si concentra sulle auto da corsa, ma nei clienti si fa strada il desiderio di guidare modelli stradali più veloci. Così alcune Serie 5 vengono potenziate, oltre che modificate nelle sospensioni e nei [...]

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